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Come diventare docente nel 2026: guida da zero tra laurea, classi di concorso, abilitazione, GPS e certificazioni

Come diventare docente nel 2026: guida da zero tra laurea, classi di concorso, abilitazione, GPS e certificazioni

Hai una laurea e stai pensando di insegnare, ma non sai da dove iniziare?

È una situazione molto comune.

Chi si avvicina per la prima volta al mondo della scuola si trova davanti a termini come classe di concorso, GPS, prima fascia, seconda fascia, abilitazione, 60 CFU, titoli di accesso, sostegno e certificazioni e spesso non riesce a capire quale sia il primo passo.

In realtà il percorso diventa molto più semplice quando viene affrontato nell’ordine corretto.

In questa guida spieghiamo come diventare docente partendo dalla propria laurea, come verificare cosa si può insegnare, come funzionano le Graduatorie Provinciali per le Supplenze e quali certificazioni possono aumentare il punteggio.

VUOI INSEGNARE NELLA SCUOLA SECONDARIA?

1. Controlla la tua Laurea Magistrale o altro titolo di accesso
2. Individua la tua classe di concorso
3. Verifica eventuali CFU mancanti
4. Valuta l’inserimento nelle GPS quando vengono aperte
5. Conseguire l’abilitazione migliora le possibilità di accesso alla professione
6. Partecipa ai concorsi docenti
7. Costruisci nel frattempo il tuo punteggio

Prima domanda: che tipo di docente vuoi diventare?

Il percorso cambia a seconda del grado scolastico nel quale si vuole insegnare.

Bisogna distinguere tra:

  • scuola dell’infanzia;
  • scuola primaria;
  • scuola secondaria di primo grado, cioè le scuole medie;
  • scuola secondaria di secondo grado, cioè istituti superiori;
  • insegnamento sul sostegno.

In questa guida dedicheremo particolare attenzione alla scuola secondaria, perché è proprio qui che entrano in gioco Laurea Magistrale, classi di concorso e percorsi abilitanti.

Infanzia e primaria: il percorso è differente

Per la scuola dell’infanzia e primaria il principale titolo abilitante è la Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria – LM-85 bis.

Esistono inoltre specifici titoli abilitanti conseguiti secondo i precedenti ordinamenti, tra cui determinati diplomi magistrali conseguiti entro i termini previsti dalla normativa.

Non bisogna quindi confondere questo percorso con quello delle classi di concorso della scuola secondaria.

Scuola secondaria: si parte dalla laurea

Se vuoi insegnare alle scuole medie o superiori, la prima verifica da effettuare riguarda il tuo titolo universitario.

Nella maggior parte dei casi si parte da:

  • Laurea Magistrale;
  • Laurea Specialistica;
  • Diploma di Laurea del vecchio ordinamento;
  • Diploma accademico di secondo livello AFAM;
  • altri titoli specificamente previsti dalle tabelle ministeriali.

Ma attenzione:

AVERE UNA LAUREA MAGISTRALE NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE POTER INSEGNARE.

Bisogna verificare a quale classe di concorso permette di accedere e se il proprio piano di studi contiene tutti i CFU richiesti.

Cos’è una classe di concorso?

La classe di concorso individua le discipline che un docente può insegnare nella scuola secondaria.

Ogni classe ha:

  • un codice;
  • una denominazione;
  • determinati titoli universitari ammessi;
  • eventuali requisiti in termini di esami o CFU;
  • specifici insegnamenti e indirizzi scolastici nei quali può essere utilizzata.

Non basta quindi sapere di avere una laurea in Economia, Lettere, Filosofia, Scienze Politiche, Ingegneria o un’altra disciplina.

Bisogna controllare:

“Con questa specifica classe di laurea, a quali classi di concorso posso accedere?”

Un titolo può dare accesso a più classi di concorso

La stessa laurea può consentire l’accesso a più insegnamenti.

Questo dipende:

  • dalla classe del titolo;
  • dal piano di studi;
  • dai CFU conseguiti nei diversi settori;
  • dalle note contenute nelle tabelle ministeriali.

Per questo motivo due persone con una laurea apparentemente simile potrebbero non avere esattamente le stesse possibilità di insegnamento.

Come faccio a sapere la mia classe di laurea?

La classe è riportata generalmente:

  • nel certificato di laurea;
  • nell’autocertificazione rilasciata dall’Università;
  • nel Diploma Supplement;
  • nella propria carriera universitaria.

Per esempio, una Laurea Magistrale viene identificata da una sigla come:

  • LM-xx;
  • LMG/01 nel caso di Giurisprudenza;
  • oppure dalle precedenti sigle LS per le Lauree Specialistiche.

Il riferimento ufficiale: le tabelle delle classi di concorso

Le classi di concorso sono disciplinate dalla normativa ministeriale e sono state oggetto di revisione anche con il DM 255/2023.

La Tabella A indica:

  • codice della classe;
  • denominazione;
  • titoli di accesso;
  • eventuali esami o CFU richiesti;
  • note;
  • scuole e insegnamenti nei quali la classe può essere utilizzata.

CONSULTA LA TABELLA UFFICIALE DELLE CLASSI DI CONCORSO

Attenzione: non conta soltanto il nome della laurea

Uno degli errori più frequenti è fermarsi alla denominazione del proprio corso di laurea.

Quello che bisogna verificare realmente è:

  • classe di laurea;
  • anno e ordinamento del titolo;
  • CFU conseguiti;
  • settori scientifico-disciplinari degli esami;
  • eventuali note previste per la classe di concorso.

La stessa classe di laurea può infatti essere valida per una classe di concorso soltanto se sono stati sostenuti determinati esami.

Cosa significa “mi mancano i CFU per insegnare”?

Facciamo un esempio semplice.

La tua Laurea Magistrale compare tra quelle ammesse per una determinata classe di concorso.

Ottima notizia.

La tabella, però, stabilisce che il percorso universitario deve contenere un determinato numero di crediti in specifiche discipline.

Se nel tuo piano di studi quei crediti non ci sono, la sola laurea non è ancora sufficiente.

Come si recuperano i CFU mancanti?

In molti casi è possibile integrare il proprio piano di studi attraverso corsi singoli universitari.

Prima di iscriversi bisogna però sapere esattamente:

  • quanti CFU mancano;
  • in quale settore devono essere acquisiti;
  • quale normativa si applica al proprio titolo;
  • quali esami sono realmente validi per la classe di concorso interessata.

NON ACQUISTARE ESAMI UNIVERSITARI A CASO.

Prima ricostruisci la tua classe di concorso e confronta il piano di studi con i requisiti ministeriali. Solo dopo individua gli eventuali CFU da integrare.

Classe di concorso e abilitazione non sono la stessa cosa

Questo passaggio crea molta confusione.

Avere accesso a una classe di concorso significa possedere il titolo accademico e gli eventuali crediti necessari per quella disciplina.

Essere abilitati significa invece aver conseguito lo specifico titolo professionale di abilitazione all’insegnamento per quella classe.

TITOLO DI ACCESSO ALLA CLASSE DI CONCORSO
Ti permette di concorrere o inserirti nelle procedure nelle quali è sufficiente il titolo di studio.ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO
È un titolo ulteriore e professionale che consente, tra l’altro, l’accesso alla prima fascia GPS per la relativa classe.

Servono ancora i famosi 24 CFU?

Questa è una delle domande più frequenti.

I 24 CFU appartengono al precedente sistema di reclutamento e oggi non rappresentano il percorso ordinario per conseguire l’abilitazione.

Inoltre, per la seconda fascia GPS 2026/2028 della scuola secondaria, il requisito generale è il possesso del titolo di studio completo di tutti i requisiti necessari per la propria classe di concorso.

Non bisogna quindi pensare che oggi chi possiede una Laurea Magistrale debba automaticamente acquistare 24 CFU per potersi inserire nella seconda fascia GPS.

Come si ottiene oggi l’abilitazione?

Il sistema attuale prevede percorsi universitari e accademici di formazione iniziale.

Il percorso ordinario per la scuola secondaria è quello da:

60 CFU/CFA
Percorso universitario o accademico di formazione iniziale finalizzato all’abilitazione all’insegnamento.

I percorsi vengono attivati da Università e istituzioni AFAM per le specifiche classi di concorso autorizzate.

Comprendono attività formative, laboratori, tirocinio e una prova finale secondo la disciplina vigente.

Esistono anche percorsi da 30 CFU?

Sì, ma non sono un’alternativa liberamente scelta da chiunque al percorso da 60 CFU.

I percorsi ridotti sono destinati alle categorie individuate dalla normativa.

Per l’anno accademico 2025/2026, ad esempio, è prevista una specifica possibilità per chi abbia maturato:

  • almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque;
  • di cui almeno 1 anno nella specifica classe di concorso per la quale si vuole conseguire l’abilitazione;

oltre alle altre categorie individuate dalla normativa.

Prima di iscriversi a un percorso da 30 CFU bisogna quindi verificare di rientrare effettivamente nei destinatari.

Abilitazione e GPS: cosa cambia?

Per la scuola secondaria le Graduatorie Provinciali per le Supplenze sono articolate in due fasce principali.

Prima fascia GPS

È riservata agli aspiranti in possesso della specifica abilitazione per la classe di concorso.

Seconda fascia GPS

È destinata agli aspiranti in possesso del titolo di accesso completo per la relativa classe di concorso, secondo la normativa vigente.

Questo significa che un laureato non ancora abilitato può avere accesso alle supplenze attraverso la seconda fascia quando viene aperta la relativa procedura e possiede tutti i requisiti.

Cosa sono concretamente le GPS?

GPS significa:

Graduatorie Provinciali per le Supplenze.

Sono graduatorie utilizzate per assegnare incarichi di supplenza nelle scuole.

Durante la domanda il candidato sceglie una provincia e si inserisce nelle classi di concorso per le quali possiede i requisiti.

Il punteggio determina la posizione nella graduatoria.

Più alto è il punteggio, maggiori possono essere le possibilità di ottenere una nomina, anche se naturalmente incidono anche:

  • numero di posti disponibili;
  • classe di concorso;
  • provincia scelta;
  • preferenze espresse;
  • numero degli altri candidati.

GPS 2026/2028: attenzione alle date

L’aggiornamento delle GPS per il biennio 2026/2027 e 2027/2028 è stato disciplinato dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.

Le domande sono state presentate:

DAL 23 FEBBRAIO AL 16 MARZO 2026

Quindi, se stai leggendo questa guida dopo la chiusura della procedura, non puoi aggiungere retroattivamente nuovi titoli alla domanda GPS già presentata.

Puoi però iniziare a prepararti per le successive finestre di aggiornamento e per le altre procedure scolastiche nelle quali i titoli possano essere utilizzati.

Come aumenta il punteggio nelle GPS?

Il punteggio può derivare da diverse categorie di titoli.

A seconda della tabella applicabile possono incidere:

  • voto del titolo di accesso;
  • abilitazioni;
  • ulteriori titoli universitari;
  • Master;
  • corsi di perfezionamento;
  • certificazioni linguistiche;
  • certificazioni informatiche ammesse;
  • servizio di insegnamento.

Non tutti i titoli valgono però automaticamente in ogni graduatoria.

Bisogna sempre controllare la specifica tabella ministeriale.

La grande novità delle certificazioni informatiche GPS 2026/2028

Con l’aggiornamento GPS 2026/28 le regole sulle nuove certificazioni informatiche sono cambiate in maniera importante.

Per i nuovi titoli sono valutabili le certificazioni che rispettano i requisiti stabiliti dall’Ordinanza e che sono conformi ai framework europei:

  • DigComp 2.2;
  • DigCompEdu.

La certificazione deve inoltre essere rilasciata nell’ambito del sistema di accreditamento previsto da ACCREDIA.

Quanto vale DigComp 2.2 nelle GPS?

La certificazione conforme al framework DigComp 2.2 vale:

DIGCOMP 2.2 = 1 PUNTO GPS

Il framework riguarda le competenze digitali generali del cittadino e comprende aree come:

  • informazione e dati;
  • comunicazione e collaborazione;
  • creazione di contenuti digitali;
  • sicurezza;
  • problem solving.

Quanto vale DigCompEdu?

DigCompEdu è invece il framework europeo dedicato specificamente alle competenze digitali di docenti, educatori e formatori.

Nelle GPS 2026/28 la certificazione conforme a DigCompEdu vale:

DIGCOMPEDU = 2 PUNTI GPS

È quindi particolarmente interessante per chi vuole costruire un profilo professionale orientato all’insegnamento.

Posso presentare due DigCompEdu di enti diversi?

No.

Il Ministero ha chiarito che, ai fini del punteggio, è valutabile una sola certificazione per ciascun framework.

Questo significa che non serve conseguire, per esempio:

  • una DigCompEdu AICA;
  • una DigCompEdu EIPASS;
  • una DigCompEdu IDCERT;

pensando di sommare 2 + 2 + 2 punti.

Ai fini della valutazione viene considerata una certificazione DigCompEdu e una certificazione DigComp 2.2 secondo le condizioni previste.

DigComp 2.2 + DigCompEdu: 3 punti

Per chi deve costruire il proprio pacchetto di nuove certificazioni digitali, l’abbinamento più naturale è quindi:

PACCHETTO DIGITALE DOCENTI

DigComp 2.2 = 1 punto
DigCompEdu = 2 punti

TOTALE = 3 PUNTI GPS

La Promo GPS 2026 di SOLSIS Academy

Proprio sulla base delle nuove regole delle GPS, SOLSIS Academy ha predisposto la Promo GPS – DigComp 2.2 + DigCompEdu.

Il pacchetto permette di conseguire entrambe le certificazioni:

  • DigComp 2.2 – 1 punto;
  • DigCompEdu – 2 punti;
  • 3 punti complessivi secondo le tabelle GPS 2026/28 quando i titoli sono dichiarabili nella relativa procedura.

È possibile scegliere tra differenti organismi di certificazione presenti nella nostra offerta, in base alle varianti disponibili.

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Attenzione: oggi non posso aggiungere 3 punti alla GPS già chiusa

È importante essere trasparenti su questo punto.

Se hai già presentato la domanda GPS 2026/28 e consegui le certificazioni dopo la scadenza prevista per i titoli, non puoi inserirle retroattivamente nella graduatoria già costituita.

La certificazione potrà essere utilizzata nelle successive procedure nelle quali risulterà valutabile secondo le regole in vigore.

IL PUNTEGGIO NON È RETROATTIVO

Un titolo deve essere posseduto entro la data prevista dalla procedura nella quale si vuole dichiararlo.

E le vecchie certificazioni informatiche?

L’Ordinanza GPS 2026/28 tutela i titoli informatici già dichiarati e valutati nei precedenti aggiornamenti.

Le precedenti certificazioni già riconosciute conservano il punteggio attribuito, nei limiti previsti dalla nuova disciplina.

Per i nuovi titoli presentati dal 2026, invece, si applicano le nuove regole relative a DigComp 2.2 e DigCompEdu.

Il limite massimo delle certificazioni informatiche

La disciplina 2026/28 prevede un massimo complessivo di 4 punti, includendo anche gli eventuali titoli informatici già valutati nei bienni precedenti.

Per chi parte da zero con le nuove certificazioni, la combinazione:

  • una DigComp 2.2;
  • una DigCompEdu;

produce 3 punti complessivi.

Certificazioni linguistiche: possono aumentare ancora il punteggio

Un’altra categoria molto importante per chi vuole insegnare è quella delle certificazioni linguistiche.

Le certificazioni devono essere rilasciate da organismi riconosciuti secondo la normativa ministeriale.

Nelle comuni tabelle GPS per la scuola secondaria vengono valorizzati livelli come:

  • B2;
  • C1;
  • C2.

Il punteggio dipende dal livello e dalla tabella relativa alla propria graduatoria.

Prima di conseguire una certificazione esclusivamente per il punteggio scolastico è quindi sempre necessario verificare che l’ente certificatore sia compreso tra quelli riconosciuti e che il titolo sia valutabile nella propria specifica situazione.

Master e corsi di perfezionamento

Anche Master universitari e corsi di perfezionamento possono contribuire alla costruzione del punteggio quando rispettano le caratteristiche previste dalla tabella GPS applicabile.

Ma il principio resta lo stesso:

non basta che un corso sia chiamato “Master” o “corso docente” per dare automaticamente punti.

Bisogna controllare:

  • natura universitaria del titolo;
  • CFU;
  • durata;
  • esame finale;
  • numero massimo di titoli valutabili.

Quindi le certificazioni possono farmi diventare docente?

No.

È fondamentale distinguere tra titolo di accesso e punteggio.

DigCompEdu, DigComp 2.2, una certificazione linguistica o un Master possono migliorare il punteggio, ma non sostituiscono la laurea richiesta per la classe di concorso.

Se la tua Laurea Magistrale non permette l’accesso alla classe di concorso scelta, conseguire 10 certificazioni non risolve il problema.

Prima la classe di concorso, poi il punteggio

L’ordine corretto è quindi:

FASE 1
Verifica che la laurea dia accesso a una classe di concorso.FASE 2
Controlla che siano presenti tutti i CFU richiesti.

FASE 3
Solo dopo inizia a costruire il punteggio attraverso titoli realmente valutabili.

Come posso iniziare a fare supplenze?

Per la scuola secondaria il principale canale è rappresentato dalle GPS.

Quando la procedura è aperta, chi possiede il titolo completo di accesso può presentare domanda per la relativa fascia e classe di concorso.

Da queste graduatorie vengono attribuite supplenze secondo le procedure ministeriali.

Le graduatorie di istituto vengono invece utilizzate dalle singole scuole per le supplenze di propria competenza.

E se non sono inserito nelle GPS?

Nel corso dell’anno scolastico possono verificarsi situazioni nelle quali le scuole, esaurite le graduatorie disponibili, pubblicano specifici interpelli per reperire docenti.

Non rappresentano però un sostituto dell’inserimento in GPS.

Chi vuole costruire seriamente un percorso nel mondo della scuola dovrebbe monitorare:

  • GPS;
  • concorsi;
  • percorsi abilitanti;
  • interpelli delle scuole;
  • Uffici Scolastici;
  • siti istituzionali del MIM e del MUR.

Come si arriva al ruolo?

Fare supplenze e diventare docente di ruolo sono due cose diverse.

Nel sistema ordinario della scuola secondaria, il percorso verso il ruolo comprende:

  1. titolo di studio valido per la classe di concorso;
  2. abilitazione secondo il percorso previsto;
  3. partecipazione alle procedure concorsuali;
  4. superamento del concorso;
  5. assunzione;
  6. periodo di formazione e prova;
  7. conferma in ruolo.

Esistono inoltre discipline transitorie e procedure particolari, quindi ogni bando di concorso deve essere letto autonomamente.

Cos’è l’anno di prova?

Il docente neoassunto deve normalmente affrontare un periodo di formazione e prova.

Il percorso comprende servizio effettivo, attività formative, tutoraggio e valutazione finale secondo la normativa vigente.

Il superamento positivo consente la conferma in ruolo.

Voglio insegnare sul sostegno: cosa cambia?

Il sostegno segue un percorso specifico.

Per accedere alla prima fascia GPS sostegno è necessario possedere il relativo titolo di specializzazione.

Esiste inoltre una seconda fascia sostegno disciplinata dall’Ordinanza GPS, alla quale si accede nelle specifiche condizioni previste, tra cui determinate annualità di servizio su sostegno e il titolo di accesso richiesto per il relativo grado.

Chi vuole costruire una carriera stabile sul sostegno deve quindi valutare il percorso di specializzazione previsto dalla normativa vigente.

E gli ITP?

Gli Insegnanti Tecnico-Pratici rappresentano un caso particolare.

Per le GPS 2026/28 continua ad avere rilevanza, nelle condizioni previste dalla disciplina transitoria, il diploma tecnico o professionale che consente l’accesso alle specifiche classi di concorso della Tabella B.

La disciplina degli ITP è però in evoluzione e non bisogna presumere che qualsiasi diploma consenta di insegnare.

È sempre necessario controllare:

  • tipo di diploma;
  • classe di concorso ITP;
  • tabella ministeriale;
  • regime temporale applicabile alla procedura alla quale si partecipa.

Ho appena conseguito una Laurea Magistrale: cosa devo fare domani mattina?

Se parti completamente da zero, utilizza questa checklist.

PASSO 1
Recupera il certificato della tua laurea con classe e tutti gli esami sostenuti.PASSO 2
Individua le classi di concorso compatibili con il tuo titolo.

PASSO 3
Controlla eventuali CFU richiesti dalle note ministeriali.

PASSO 4
Integra solo gli eventuali crediti realmente mancanti.

PASSO 5
Monitora GPS, percorsi abilitanti e concorsi.

PASSO 6
Se vuoi aumentare il punteggio, scegli esclusivamente titoli effettivamente valutabili.

PASSO 7
Conserva sempre certificati e documentazione in modo ordinato.

Gli errori più frequenti di chi vuole diventare docente

1. Pensare che qualsiasi Laurea Magistrale permetta di insegnare.

2. Non controllare la classe di laurea.

3. Non verificare i CFU richiesti dalla classe di concorso.

4. Confondere titolo di accesso e abilitazione.

5. Pensare che i 24 CFU siano ancora automaticamente necessari per qualsiasi procedura.

6. Acquistare certificazioni informatiche non più valutabili nelle nuove GPS.

7. Confondere una normale certificazione digitale con una certificazione conforme a DigComp 2.2 o DigCompEdu.

8. Comprare titoli dopo la scadenza pensando di poterli aggiungere retroattivamente.

9. Non leggere la tabella titoli relativa alla propria fascia.

10. Pensare che entrare in GPS significhi automaticamente diventare di ruolo.

Come costruire un percorso intelligente

Chi vuole davvero iniziare una carriera nella scuola dovrebbe ragionare su tre livelli.

1. Requisiti

Prima di tutto devi poter accedere alla classe di concorso.

Servono:

  • titolo corretto;
  • classe corretta;
  • eventuali CFU richiesti.

2. Abilitazione e servizio

Successivamente bisogna costruire il percorso professionale:

  • abilitazione;
  • supplenze;
  • servizio;
  • concorsi.

3. Punteggio

Infine si possono aggiungere strategicamente titoli realmente valutabili:

  • DigComp 2.2;
  • DigCompEdu;
  • certificazioni linguistiche ammesse;
  • Master e perfezionamenti previsti dalle tabelle;
  • ulteriori titoli utili alla propria graduatoria.

Perché DigCompEdu è particolarmente coerente con il lavoro docente?

DigCompEdu non è semplicemente una certificazione sull’utilizzo del computer.

Il framework europeo è dedicato alle competenze digitali applicate all’insegnamento.

Riguarda aree come:

  • utilizzo professionale delle tecnologie;
  • risorse digitali;
  • insegnamento e apprendimento;
  • valutazione;
  • inclusione e personalizzazione;
  • sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

È quindi una certificazione particolarmente coerente con il profilo professionale dell’insegnante.

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Con la nostra Promo GPS DigCompEdu + DigComp 2.2 è possibile conseguire entrambe le certificazioni in un unico pacchetto.

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Domande frequenti

Ho una Laurea Magistrale: posso insegnare?

Dipende dalla classe della laurea e dal piano di studi. Bisogna verificare a quali classi di concorso dà accesso e se sono presenti tutti i CFU richiesti.

Cos’è una classe di concorso?

È il codice che identifica gli insegnamenti ai quali un determinato titolo di studio permette di accedere nella scuola secondaria.

Una laurea può dare accesso a più classi di concorso?

Sì. Dipende dal titolo e dagli esami sostenuti.

Cosa succede se mi mancano dei CFU?

Quando la normativa lo consente è possibile integrare il piano attraverso corsi singoli universitari, scegliendo però esattamente i crediti richiesti.

Servono ancora i 24 CFU per entrare in GPS?

Per la seconda fascia GPS 2026/28 della scuola secondaria il requisito è il titolo di accesso completo per la classe di concorso. I 24 CFU non costituiscono un requisito generale aggiuntivo per il nuovo inserimento.

Quanti CFU servono oggi per abilitarsi?

Il percorso ordinario di formazione iniziale e abilitazione per la scuola secondaria è di 60 CFU/CFA. Esistono percorsi ridotti per specifiche categorie individuate dalla normativa.

Cos’è la prima fascia GPS?

Per la scuola secondaria è la fascia degli aspiranti in possesso della specifica abilitazione.

Cos’è la seconda fascia GPS?

È la fascia alla quale possono accedere gli aspiranti che possiedono il titolo di studio completo dei requisiti previsti per la relativa classe di concorso.

DigComp 2.2 quanti punti dà?

Nelle tabelle GPS 2026/28 la nuova certificazione conforme al framework DigComp 2.2 vale 1 punto, se possiede tutti i requisiti previsti.

DigCompEdu quanti punti dà?

DigCompEdu vale 2 punti nelle GPS 2026/28 quando la certificazione possiede i requisiti indicati dall’Ordinanza.

Posso avere 3 punti con DigComp 2.2 e DigCompEdu?

Sì. Una certificazione DigComp 2.2 vale 1 punto e una DigCompEdu vale 2 punti, per un totale di 3 punti.

Posso conseguire due DigCompEdu e avere 4 punti?

No. Il Ministero ha chiarito che è valutabile una sola certificazione per ciascun framework, indipendentemente dall’organismo che la rilascia.

Qual è il massimo complessivo per le certificazioni informatiche?

Le tabelle GPS 2026/28 prevedono un limite complessivo di 4 punti, considerando anche gli eventuali titoli già valutati nei precedenti bienni.

Le vecchie certificazioni informatiche perdono tutti i punti?

No. I titoli già presentati e valutati nei precedenti bienni conservano il punteggio secondo le regole stabilite dall’Ordinanza, nei relativi limiti.

Una normale EIPASS o ICDL dà automaticamente punti nelle nuove GPS?

No. Per i nuovi titoli presentati nelle GPS 2026/28 si applicano i nuovi requisiti relativi ai framework DigComp 2.2 e DigCompEdu e all’accreditamento previsto.

Posso comprare ora una certificazione e aggiungerla alle GPS 2026/28?

No, se la domanda è già stata chiusa. I titoli devono essere posseduti entro il termine previsto dalla procedura nella quale vengono dichiarati.

La Promo GPS SOLSIS comprende entrambe le certificazioni?

Sì. Il prodotto permette di scegliere un pacchetto DigComp 2.2 + DigCompEdu tra le opzioni disponibili sul sito.

Le certificazioni mi permettono di insegnare senza laurea?

No. Le certificazioni attribuiscono eventualmente punteggio ma non sostituiscono il titolo di studio richiesto per accedere alla classe di concorso.

Per diventare docente di ruolo basta entrare nelle GPS?

No. Le GPS vengono utilizzate principalmente per le supplenze. Il percorso verso il ruolo passa attraverso le procedure di reclutamento previste dalla normativa, compresi abilitazione e concorso nei casi previsti.

Come faccio a sapere quali materie posso insegnare?

Devi confrontare la tua classe di laurea e il tuo piano di studi con le tabelle ministeriali delle classi di concorso.

Per il sostegno basta essere in GPS?

No. Per la prima fascia sostegno serve il relativo titolo di specializzazione. La seconda fascia segue invece i requisiti specificamente previsti dall’Ordinanza GPS.

Conclusioni

Diventare docente non significa semplicemente possedere una laurea e inviare una domanda.

Il primo passaggio è capire quali classi di concorso sono accessibili con il proprio titolo.

Successivamente bisogna verificare eventuali CFU mancanti, monitorare le GPS, valutare il percorso di abilitazione e partecipare alle procedure concorsuali.

Solo dopo aver chiarito i requisiti fondamentali ha senso lavorare sul punteggio.

Per le GPS 2026/28 le nuove certificazioni digitali hanno regole molto precise: DigComp 2.2 vale 1 punto e DigCompEdu 2 punti, nelle condizioni previste dall’Ordinanza.

Con la Promo GPS di SOLSIS Academy è possibile conseguire entrambe e costruire un pacchetto da 3 punti utilizzabile nelle procedure nelle quali i titoli risultino dichiarabili e valutabili.

La regola più importante resta però una:

prima verifica il tuo titolo di accesso e la tua classe di concorso, poi costruisci il punteggio.

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