Titoli di studio nei concorsi pubblici: equipollenza, equiparazione ed equivalenza spiegate in modo semplice
Titoli di studio nei concorsi pubblici: equipollenza, equiparazione ed equivalenza spiegate in modo semplice
Hai trovato un concorso interessante, ma il bando richiede una laurea con una denominazione diversa dalla tua?
Oppure possiedi una laurea del vecchio ordinamento, una Laurea Specialistica, una Laurea Magistrale o un titolo conseguito all’estero e non sai se puoi presentare domanda?
È uno dei dubbi più frequenti tra chi partecipa ai concorsi pubblici.
Nei bandi, infatti, non è sufficiente leggere genericamente parole come “laurea”, “diploma” o “titolo universitario”: bisogna verificare esattamente quale titolo di studio e quale classe di laurea sono richiesti.
In questa guida vediamo come funzionano equipollenze, equiparazioni ed equivalenze, come controllare se il proprio titolo è valido e cosa fare quando il titolo è stato conseguito all’estero.
Equipollenza: parità stabilita espressamente da una norma tra determinati titoli italiani.Equiparazione: corrispondenza tra titoli appartenenti a ordinamenti universitari differenti, ad esempio vecchio ordinamento, Lauree Specialistiche e Lauree Magistrali.
Equivalenza: procedura utilizzata soprattutto per consentire l’accesso ai concorsi pubblici con un titolo conseguito all’estero.
Il titolo di studio è un requisito di accesso
In molti concorsi pubblici il titolo di studio costituisce uno dei principali requisiti di ammissione.
Questo significa che, se il candidato non possiede uno dei titoli ammessi dal bando o un titolo formalmente equipollente o equiparato quando previsto, può essere escluso dalla procedura.
A seconda del profilo, il bando può richiedere:
- assolvimento dell’obbligo scolastico;
- licenza media;
- qualifica professionale;
- diploma di scuola secondaria superiore;
- uno specifico diploma;
- Laurea Triennale;
- specifiche classi di Laurea Triennale;
- Laurea Magistrale;
- specifiche classi di Laurea Magistrale;
- Diploma di Laurea del vecchio ordinamento;
- abilitazione professionale;
- iscrizione a un Albo;
- ulteriori requisiti previsti dalla singola procedura.
La prima cosa da controllare: la classe di laurea
Quando il bando richiede una laurea, non bisogna fermarsi al nome del corso.
È molto più importante controllare la classe di laurea.
Per esempio, in un bando potremmo trovare:
- LM-56 Scienze dell’Economia;
- LM-77 Scienze Economico-Aziendali;
- LMG/01 Giurisprudenza;
- LM-63 Scienze delle Pubbliche Amministrazioni;
- LM-23 Ingegneria Civile;
- LM-35 Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio.
Due corsi universitari possono avere nomi molto simili ma appartenere a classi differenti.
Per questo, prima di presentare la domanda, è consigliabile recuperare il certificato di laurea o consultare la propria carriera universitaria e verificare la classe esatta del titolo.
Cosa significano L, LM, LS e DL?
Nei bandi di concorso ricorrono continuamente alcune sigle.
Classe delle Lauree, normalmente riferita alle lauree triennali del nuovo ordinamento.LM
Classe delle Lauree Magistrali disciplinate dal DM 270/2004.
LS
Classe delle Lauree Specialistiche del precedente ordinamento introdotto dal DM 509/1999.
DL
Diploma di Laurea del vecchio ordinamento, precedente alla riforma universitaria.
Cos’è l’equiparazione?
L’equiparazione è particolarmente importante per mettere in relazione titoli appartenenti a ordinamenti universitari differenti.
È il caso, per esempio, dei rapporti tra:
- Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento;
- Lauree Specialistiche – LS;
- Lauree Magistrali – LM.
Uno dei principali riferimenti normativi è il Decreto Interministeriale 9 luglio 2009, emanato proprio per stabilire le equiparazioni tra Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento, Lauree Specialistiche e Lauree Magistrali ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.
Perché l’equiparazione è così importante?
Immaginiamo che un bando richieda una specifica Laurea Magistrale.
Un candidato che si è laureato molti anni prima potrebbe possedere un Diploma di Laurea del vecchio ordinamento, quando le attuali classi LM ancora non esistevano.
Non avrebbe senso escluderlo soltanto perché il sistema universitario è cambiato.
Attraverso le tabelle ministeriali è possibile verificare se il vecchio titolo è equiparato alla classe richiesta dal concorso.
Il Decreto del 9 luglio 2009
Il Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 rappresenta uno dei riferimenti principali da consultare.
La relativa tabella mette in relazione:
- Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento;
- classi delle Lauree Specialistiche;
- classi delle Lauree Magistrali.
Quando il proprio titolo compare nella corrispondente equiparazione prevista dal decreto, è possibile utilizzarla ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi secondo le condizioni previste dal bando.
CONSULTA LE EQUIPARAZIONI SUL MUR
Cos’è invece l’equipollenza?
L’equipollenza deriva da una disposizione normativa che attribuisce a determinati titoli una specifica corrispondenza ai fini previsti dalla legge.
Non basta quindi affermare:
“Le due lauree sono molto simili, quindi saranno sicuramente equipollenti.”
L’equipollenza deve risultare da una norma o da un provvedimento che la stabilisca.
la somiglianza tra due corsi di laurea non crea automaticamente un’equipollenza.Bisogna sempre individuare il provvedimento normativo che riconosce la corrispondenza.
Un esempio: Giurisprudenza e Scienze Politiche del vecchio ordinamento
Esistono specifici decreti dedicati a determinate equipollenze.
Un esempio è il Decreto Interministeriale del 15 febbraio 2011, relativo al Diploma di Laurea del vecchio ordinamento in Giurisprudenza e al Diploma di Laurea del vecchio ordinamento in Scienze Politiche ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.
L’esempio è utile soprattutto per comprendere un principio: non bisogna generalizzare l’equipollenza a titoli diversi da quelli espressamente contemplati dal provvedimento.
Equipollenza ed equiparazione non sono la stessa cosa
I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma è meglio distinguerli.
Deriva da specifiche disposizioni che riconoscono una corrispondenza giuridica tra determinati titoli.EQUIPARAZIONE
Viene utilizzata soprattutto per collegare titoli appartenenti ai diversi ordinamenti universitari, come DL, LS e LM.
Posso decidere autonomamente che due lauree sono equivalenti?
No.
È uno degli errori più pericolosi nella compilazione delle domande di concorso.
Il fatto che due corsi abbiano:
- esami simili;
- lo stesso numero di anni;
- una denominazione simile;
- materie in comune;
non significa che siano automaticamente equipollenti o equiparati.
Bisogna controllare le fonti ufficiali.
Dove posso controllare le equipollenze?
Il primo riferimento è il Ministero dell’Università e della Ricerca – MUR.
Sul sito istituzionale sono disponibili le sezioni dedicate a:
- equipollenze tra titoli accademici italiani;
- equiparazioni tra vecchio e nuovo ordinamento;
- titoli accademici esteri;
- riconoscimento per l’accesso ai concorsi pubblici.
È sempre preferibile utilizzare una fonte ministeriale invece di affidarsi esclusivamente a forum, gruppi social o risposte trovate online.
Cosa fare se il bando indica una classe diversa dalla mia?
Supponiamo che un concorso richieda la classe LM-X e che tu possieda una laurea con una classe differente.
Prima di rinunciare alla candidatura:
- controlla attentamente tutte le classi ammesse dal bando;
- verifica se il bando ammette titoli equipollenti o equiparati;
- consulta le tabelle ufficiali del MUR;
- individua l’eventuale decreto applicabile;
- in caso di dubbio, chiedi chiarimenti all’Amministrazione che ha pubblicato il concorso.
Non basta avere una laurea “più alta”
Un altro errore frequente è pensare:
“Il concorso richiede una determinata laurea, ma io ne possiedo una di livello superiore, quindi sicuramente posso partecipare.”
Non funziona sempre così.
Il problema non è soltanto il livello del titolo, ma la classe richiesta.
Una Laurea Magistrale in un settore completamente diverso non sostituisce automaticamente la classe prevista dal bando.
La laurea triennale sostituisce una Laurea Magistrale?
No, se il bando richiede espressamente una Laurea Magistrale o specifiche classi LM.
Una Laurea Triennale e una Laurea Magistrale appartengono a livelli differenti.
Bisogna quindi possedere uno dei titoli indicati dalla procedura o una corrispondenza formalmente riconosciuta.
E se il bando richiede genericamente una laurea?
Bisogna leggere la formulazione esatta.
Alcuni bandi possono ammettere:
- qualsiasi Laurea Triennale;
- qualsiasi laurea;
- determinate classi L;
- determinate classi LM;
- uno specifico Diploma di Laurea del vecchio ordinamento;
- più titoli alternativi.
Una sola parola può cambiare completamente i requisiti.
La denominazione della laurea può trarre in inganno
Due Università possono attribuire denominazioni differenti a corsi appartenenti alla stessa classe di laurea.
Per questo nei concorsi è spesso la classe a permettere di capire se il titolo è ammesso.
Se hai dubbi, controlla:
- certificato di laurea;
- Diploma Supplement;
- carriera universitaria;
- documentazione rilasciata dall’Ateneo.
Cosa succede se ho una laurea del vecchio ordinamento?
Non significa che il tuo titolo non sia più utilizzabile.
Bisogna verificare le corrispondenze stabilite dai decreti ministeriali.
Il Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 è proprio uno degli strumenti utilizzati per collegare i Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento alle successive classi LS e LM ai fini dei concorsi pubblici.
E se il vecchio titolo corrisponde a più classi?
In alcune situazioni può essere necessario verificare con particolare attenzione il proprio percorso universitario.
Se la tabella consente più possibili corrispondenze, può essere utile richiedere all’Ateneo una certificazione o documentazione che permetta di individuare correttamente la classe pertinente sulla base del percorso effettuato.
In caso di dubbio, è consigliabile chiedere conferma anche all’Amministrazione che gestisce il concorso.
Titoli conseguiti all’estero: cosa cambia?
Il caso dei titoli di studio conseguiti all’estero è differente.
Un titolo straniero non deve essere confuso con l’equiparazione tra vecchie e nuove lauree italiane.
Per partecipare ai concorsi pubblici può essere necessario il riconoscimento previsto dall’articolo 38 del Decreto Legislativo 165/2001.
ATTENZIONE: DAL 14 MAGGIO 2025 LA PROCEDURA È CAMBIATA
Per i concorsi pubblici destinati al reclutamento di personale dipendente, chi possiede il titolo di ammissione conseguito all’estero viene ammesso con riserva.
Il procedimento di riconoscimento viene concluso soltanto nei confronti dei candidati che risultano vincitori, secondo la disciplina vigente dell’art. 38 del D.Lgs. 165/2001.
La disciplina non riguarda i concorsi per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado.
Il vincitore con titolo estero cosa deve fare?
Secondo la disciplina vigente, il candidato vincitore ha l’onere di attivarsi entro 15 giorni dalla pubblicazione della graduatoria finale secondo la procedura prevista per il riconoscimento.
Per i titoli accademici intervengono il Dipartimento della Funzione Pubblica e il Ministero dell’Università e della Ricerca secondo le rispettive competenze.
Per i diplomi scolastici interviene invece il Ministero dell’Istruzione e del Merito secondo la procedura prevista.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica mette a disposizione moduli specifici per:
- titoli di studio esteri di carattere accademico;
- diplomi conseguiti all’estero;
- autocertificazione del titolo.
MODULI PER I TITOLI CONSEGUITI ALL’ESTERO
Quindi posso partecipare con un titolo estero anche senza decreto già ottenuto?
Nella disciplina generale oggi vigente per i concorsi pubblici di reclutamento del personale dipendente, il candidato in possesso del titolo estero richiesto viene ammesso con riserva.
Il riconoscimento viene definito successivamente nei confronti del candidato che risulta vincitore.
È comunque fondamentale:
- dichiarare correttamente che il titolo è stato conseguito all’estero;
- inserire tutti i dati richiesti nella candidatura;
- seguire le istruzioni specifiche contenute nel bando;
- rispettare gli eventuali adempimenti indicati dall’Amministrazione;
- attivarsi tempestivamente se si risulta vincitori.
Equipollenza accademica ed equivalenza per il concorso sono diverse
Questo punto genera molta confusione.
Il riconoscimento accademico di un titolo estero mira a riconoscere il titolo nell’ordinamento italiano con effetti più ampi.
L’equivalenza per la partecipazione a un concorso ha invece una finalità specifica: permettere di utilizzare il titolo estero nell’ambito della procedura prevista dalla normativa sul pubblico impiego.
Le due procedure non devono quindi essere considerate identiche.
Ho già ottenuto il riconoscimento del titolo estero: cosa faccio?
Se possiedi già un provvedimento di riconoscimento, equipollenza o equivalenza, devi dichiararlo correttamente nella domanda e seguire le istruzioni del bando.
È importante indicare:
- titolo posseduto;
- Paese nel quale è stato conseguito;
- istituzione che lo ha rilasciato;
- estremi dell’eventuale provvedimento di riconoscimento;
- ulteriore documentazione richiesta dalla procedura.
Come inserire un titolo estero su inPA?
Nel curriculum del Portale inPA è possibile indicare che il titolo è stato conseguito all’estero.
Il sistema consente inoltre di specificare la situazione relativa al riconoscimento, per esempio titolo equipollente, equivalente o valutabile secondo le disposizioni applicabili.
È importante compilare con attenzione questa sezione e non indicare una classe italiana che non sia stata formalmente riconosciuta.
Un Master può sostituire la laurea richiesta?
Normalmente no.
Se il bando richiede, per esempio, una specifica Laurea Magistrale come requisito di accesso, un Master non sostituisce quella laurea.
Il Master può eventualmente essere:
- un titolo aggiuntivo;
- un titolo valutabile;
- un requisito ulteriore;
ma soltanto quando il bando lo prevede.
Una certificazione informatica può sostituire il diploma o la laurea?
In linea generale no, salvo che sia lo stesso bando a prevedere una certificazione tra le modalità di accesso a uno specifico profilo.
Per esempio, esistono selezioni nelle quali una certificazione informatica è espressamente richiesta insieme ad altri requisiti.
Ma una ICDL Base, una certificazione EIPASS o un’altra certificazione digitale non trasformano automaticamente una laurea non ammessa in una laurea valida per il concorso.
Certificazioni informatiche e linguistiche: requisito o punteggio?
Bisogna distinguere ancora una volta tre situazioni.
Il bando richiede obbligatoriamente la certificazione. Senza quel titolo non puoi partecipare.2. TITOLO VALUTABILE
La certificazione non è obbligatoria, ma può attribuire punti.
3. COMPETENZA D’ESAME
Il bando verifica informatica o inglese durante le prove, ma non richiede necessariamente una certificazione.
ICDL, EIPASS e inglese non risolvono un problema di equipollenza
Le certificazioni possono essere utili per migliorare il curriculum, ottenere eventuale punteggio quando previsto o prepararsi alle prove.
Non possono però sostituire il requisito universitario richiesto.
Per esempio:
- se il bando richiede LM-77 e possiedi una laurea non ammessa, conseguire ICDL non rende la tua laurea equivalente a LM-77;
- una certificazione B2 non sostituisce una classe di laurea richiesta;
- un corso di formazione non crea un’equipollenza universitaria.
E se il bando dice “laurea X o titolo equipollente”?
In questo caso bisogna cercare se esiste una norma che riconosce l’equipollenza o l’equiparazione del proprio titolo.
È consigliabile:
- individuare il proprio titolo esatto;
- individuare la relativa classe;
- consultare il MUR;
- individuare il decreto applicabile;
- conservare gli estremi normativi;
- riportarli nella domanda quando il portale o il bando lo richiede.
Se il bando non nomina il mio titolo devo rinunciare?
Non necessariamente.
Prima bisogna verificare l’esistenza di una formale equipollenza o equiparazione.
Se il proprio titolo non compare espressamente nel bando ma esiste una norma pertinente, è opportuno controllare con attenzione il testo della procedura e, in caso di dubbio, chiedere chiarimenti all’Ente prima della scadenza.
Cosa scrivere nella domanda?
Se partecipi utilizzando un’equipollenza o un’equiparazione, quando richiesto è utile indicare in modo preciso:
- denominazione completa del titolo;
- Ateneo che lo ha rilasciato;
- data di conseguimento;
- classe di laurea;
- votazione;
- estremi del decreto di equipollenza o equiparazione applicabile.
Non limitarti a scrivere genericamente “titolo equipollente” se il sistema consente di fornire informazioni più precise.
Attenzione alle dichiarazioni false
Le informazioni inserite nelle domande di concorso sono dichiarazioni rese dal candidato.
Non bisogna quindi dichiarare un’equipollenza semplicemente perché si ritiene che il proprio titolo sia simile a quello richiesto.
Se l’Amministrazione verifica che il requisito non era posseduto, possono derivare l’esclusione dalla procedura e le ulteriori conseguenze previste dalla normativa.
Come verificare il titolo prima di presentare la candidatura
Puoi utilizzare questa semplice checklist:
1. Leggi il titolo di studio richiesto dal bando.
2. Controlla la tua classe di laurea.
3. Verifica se il tuo titolo è indicato espressamente.
4. Se non lo è, controlla equipollenze ed equiparazioni ufficiali.
5. Recupera gli estremi del decreto applicabile.
6. Se il titolo è estero, verifica la disciplina dell’art. 38 D.Lgs. 165/2001 e le istruzioni aggiornate del bando.
7. Se rimane un dubbio, chiedi formalmente chiarimenti all’Ente prima della scadenza.
Gli errori più comuni
Pensare che due lauree con nomi simili siano automaticamente equipollenti.ERRORE 2
Confondere una Laurea Triennale con una Laurea Magistrale.
ERRORE 3
Non controllare la classe di laurea.
ERRORE 4
Utilizzare una vecchia guida online senza verificare gli aggiornamenti normativi.
ERRORE 5
Confondere equipollenza, equiparazione ed equivalenza dei titoli esteri.
ERRORE 6
Dichiarare autonomamente un’equipollenza che non risulta da una norma.
ERRORE 7
Pensare che un Master o una certificazione possano sostituire automaticamente la laurea richiesta.
Un esempio pratico
Immaginiamo di trovare un concorso che richiede:
“Laurea Magistrale LM-56 o LM-77 oppure titoli equipollenti/equiparati ai sensi della normativa vigente”.
Il primo controllo sarà:
- possiedo LM-56?
- possiedo LM-77?
Se la risposta è no, il secondo controllo sarà:
- possiedo una Laurea Specialistica equiparata?
- possiedo un Diploma di Laurea del vecchio ordinamento equiparato?
- esiste una specifica disposizione di equipollenza applicabile al mio titolo?
Solo dopo questa verifica è possibile stabilire correttamente se il requisito è soddisfatto.
Un secondo esempio: titolo conseguito all’estero
Immaginiamo invece che il candidato abbia conseguito una laurea in Economia in Francia.
Il fatto che il corso si chiami “Economics” non permette di dichiarare autonomamente:
“Possiedo LM-56”.
Il candidato deve dichiarare correttamente il titolo estero e seguire la procedura prevista per il suo riconoscimento ai fini del concorso.
Con la disciplina vigente dal maggio 2025, nei concorsi interessati dall’articolo 38 del D.Lgs. 165/2001 il candidato viene ammesso con riserva e il procedimento viene definito nei confronti dei vincitori secondo le modalità stabilite dalla normativa.
La regola più importante
NON GUARDARE SOLTANTO IL NOME DELLA LAUREA
Controlla sempre:
classe di laurea • ordinamento • equipollenza • equiparazione • eventuale riconoscimento del titolo estero
È il bando, insieme alla normativa ufficiale, a stabilire se puoi partecipare.
Domande frequenti
Cos’è l’equipollenza?
È una corrispondenza tra determinati titoli stabilita espressamente dalla normativa. Non può essere presunta soltanto perché due percorsi di studio sono simili.
Cos’è l’equiparazione?
È il meccanismo utilizzato, tra l’altro, per mettere in relazione titoli appartenenti a ordinamenti universitari differenti, come Diploma di Laurea del vecchio ordinamento, Laurea Specialistica e Laurea Magistrale.
Cos’è l’equivalenza?
Nel contesto dei concorsi pubblici il termine è utilizzato soprattutto per il riconoscimento di un titolo conseguito all’estero ai fini dell’accesso a una specifica procedura.
Dove controllo se la mia laurea è equiparata?
Il riferimento principale è il sito ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca, che pubblica i decreti e le relative tabelle.
Il nome della laurea è sufficiente?
No. È fondamentale verificare la classe di laurea e l’ordinamento.
Cos’è LM?
Indica una classe di Laurea Magistrale del nuovo ordinamento.
Cos’è LS?
Indica una classe di Laurea Specialistica prevista dal DM 509/1999.
